Archive for 2 Gennaio 2007
Lezioni di Spada 7 – Trasmissione speciale
Tratto da:
Takuan Soho – Lo Zen e l’Arte della Spada – Taiaki ovvero Gli Annali della Spada Taia – Oscar Mondadori
“Presumibilmente, poichè sono un artista nelle arti marziali, non combatto per vincere o perdere, non mi preoccupo della forza o della debolezza, sono imperturbabile. Il nemico non si accorge di me, nè io di lui.
Penetrando in una dimensione in cui cielo e terra non sono ancora distinti l’uno dall’altra, in cui Ying e Yang non sono ancora giunti, ottengo di certo e subito un effetto”.
*******
L’uomo che sa, usa la spada, ma non uccide altri uomini. Usa la spada e dà agli altri la vita. Uccide solo quando è necessario. Quando è necessario dà la vita. Quando uccide lo fa con assoluta concentrazione, così come quando dà la vita. Senza pensare al bene o al male, egli è capace di vedere il bene e il male; senza provare a discriminare, egli è capace di discriminare bene”
[...]
********
[...]
Mentre cammini, ti fermi, ti siedi o ti sdrai, mentre conversi o rimani in silenzio, mentre prendi il the o mangi riso, non devi mai trascurare di esercitarti, il tuo occhio deve sempre volgersi veloce alla meta, e devi continuamente cercare a fondo, sia andando che venendo. Solo così dovresti guardare dritto nelle cose. I mesi e gli anni passeranno e ti sembrerà che una luce appaia improvvisamente nel buio.
Riceverai la saggezza senza che alcun maestro te l’abbia rivelata e ti accorgerai di possedere misteriose abilità nel fare cose mai tentate.
Quest’ulitmo particolare non si discosta da ciò che è ordinario, ma lo trascende. Per nome, chiamo questo “Taia”.
*********
[...], un tale uomo non ti farà mai vedere la punta della sua spada. Questa è l’essenza della velocità. Neanche il fulmine può esserle pari. E’ l’essenza della brevità, sparisce prima ancora del vento veloce della tempesta. Se non si possiede questa tecnica magistrale, alla fine ci si sentirà impacciati e confusi, si danneggerà la propria spada o ci si ferirà la mano o non si riuscirà a usarla abilmente. Questo non si scopre nè attraverso semplici impressioni nè per conoscenza teorica. Non si può comunicare questo con le parole e i discorsi, non lo si impara da nessuna dottrina. Questa è la legge della trasmissione speciale che va al di là dell’apprendimento per mezzo dell’istruzione”.
***********
Non vi è alcuna regola prestabilita perchè si ottenga che questa abilità si manifesti Azione ordinata-azione contraria – nel meno il Cielo può determinarlo. Allora, qual’è la natura di questa abilità?
Gli antichi dissero: “Quando una casa non ha un dipinto di Pai Che, è come se non avesse fantasmi”. Se un uomo si è messo alla prova ed è giunto a questo principio, egli saprà controllare ogni cosa al mondo con la sola spada.
Gli studiosi di questa disciplina devono sapere che essa non sopporta negligenze.”
1 comment Martedì, Gennaio 2, 2007
Lezioni di Spada 6 – Allontana la mente dal corpo
Tratto da:
Takuan Soho – Lo Zen e l’Arte della Spada – Fudochishinmyoroku ovvero La Testimonianza Segreta della Saggezza Immutabile – Oscar Mondadori
“Si dice che:
Se si pone la mente nell’azione del corpo dell’avversario, la mente ne sarà soggiogata.
Se si pone la mente nella spada dell’avversario, la mente ne sarà soggiogata.
Se si pone la mente nel pensiero di quali saranno le intenzioni dell’avversario che sta per colpirci, la mente ne sarà soggiogata.
Se si pone la mente nella propria spada, la mente ne sarà soggiogata.
Se si pone la mente nella propria intenzione di non essere colpiti, la mente ne sarà soggiogata.
Il significato di questo è che non vi è luogo in cui porre la mente.
Una volta qualcuno disse: “Non ha importanza dove io metto la mia mente, in quel luogo le mie intenzioni rimarrebbero bloccate e io perderei contro il mio avversario. Per questa ragione metto la mia mente appena sotto l’ombelico (tanden) e non la lascio vagare. In questo modo sono in grado di cambiare a seconda delle azioni del mio avversario”.
Questo è sensato. Mettere la mente appena sotto l’ombelico e impedirle di vagare rappresenta però un livello basso di comprensione, se lo si considera dall’alto delle concezioni buddhiste. E’ il livello proprio della disciplina e dell’allenamento. E’ il livello proprio della serietà d’intenti, o della sentenza di Mencio: “Va alla ricerca della mente perduta”, ma nemmeno questo è il livello più alto.
[...]
Se si pensa di porre la mente sotto all’ombelico per non farla vagare, la mente sarà soggiogata dal fatto di pensare a questo stratagemma. In tale modo non si avrà alcuna abilità nel movimento e si sarà eccezionalmente vincolati.
Questo conduce alla domanda seguente: Se il fatto di porre la mia mente sotto l’ombelico mi lascia inerme e privo di libertà, non è certo un ausilio. Allora, in quale parte del corpo dovrei porre la mente?”
La mia risposta fu:
[...]
“Non ha importanza quale sia il luogo in cui la poni, se metterai la mente in un luogo, il resto del tuo corpo perderà la sua abilità”.
“Se non la porrai in alcun luogo, la tua mente permeerà ogni parte del tuo corpo estendendosi per tutta la sua interezza. In questo modo, quando entrerà nella mano, guiderà le azioni della mano. Quando entrerà nel piede, realizzerà le funzioni del piede. Quando entrerà nell’occhio, compirà gli atti dell’occhio.”
“Se dovessi decidere di mettere la mente in un luogo, questo la catturerà e perderà la sua funzione. Se si pensa, la mente viene catturata dagli stessi pensieri”.
“Dal momento che è così, lascia da parte pensieri e discriminazioni, allontana la mente dal corpo, non fermarla qui o là e quando accorrerà nelle diverse parti, guiderà le azioni senza errore”
Disciplina significa sforzarsi per non fermare la mente in un sol posto. Non fermare la mente è scopo ed essenza. la mente sarà ovunque purchè non venga fermata in qualche luogo. Anche quando si sposta la mente fuori dal corpo, se la si rivolge in un’unica direzione, sarà assente in altre nove. Se la mente non sarà vincolata in una sola direzione, sarà in tutte e dieci.”
Add comment Martedì, Gennaio 2, 2007
Lezioni di Spada 5 – La velocità può distrarre
Tratto da:
Takuan Soho – Lo Zen e l’Arte della Spada – Fudochishinmyoroku ovvero La Testimonianza Segreta della Saggezza Immutabile – Oscar Mondadori
“[...], se la mente si ferma a considerare la spada che sta per colpire, vi sarà uno spazio intermedio e l’azione sarà perduta. Se però nello spazio che divide l’attacco dell’avversario e la nostra azione non vi fosse neanche il minimo intervallo, allora ci imposseseremmo della spada dell’avversario ed essa diverrebbe la nostra.
Ciò vale anche per le dissertazioni dello Zen. Il Buddhismo aborrisce il fermarsi della mente su un aspetto o su di un altro. Questo fermarsi si definisce illusione.
[...]
Esiste un’azione detta “della scintilla e del sasso”. Analogamente a quanto detto prima, non appena si colpisce il sasso, appare la scintilla. Non vi è intervallo o spazio. Manca, quindi, lo spazio che potrebbe fermare la mente.
Sarebbe un errore considerare questo fatto solo come una questione di velocità. Anzi, è la prova che la mente non deve essere distolta da oggetti, e che anche la velocità può costituire distrazione per la mente. Quando la mente si ferma, viene catturata dall’avversario. In altre parole, se la mente si concentra sul fatto di essere veloce e agisce con rapidità, sarà fermata dalla sua stessa considerazione.
Questa è una tra le poesie di Saigyo:
Si sente dire di te solamente
che sei un uomo che odia il mondo.
Posso solo sperare
che la tua mente non sia trattenuta
da questa dimora fugace.
Se si prende in considerazione la parte finale del verso “posso solo sperare/ che la tua mente non sia trattenuta…”, la si potrebbe ergere a vera essenza delle arti marziali.
E’ fondamentale che la mente non sia occupata.”
Add comment Martedì, Gennaio 2, 2007
Lezioni di Spada 4 – Principio e Tecnica
Tratto da:
Takuan Soho – Lo Zen e l’Arte della Spada – Fudochishinmyoroku ovvero La Testimonianza Segreta della Saggezza Immutabile – Oscar Mondadori
“Esistono il “principio” e la “tecnica”; per possedere entrambi occorre un cimento continuo.
Il “principio” lo si è già esemplificato: agli esordi nulla è conosciuto. E’ come se si fosse messa da parte ogni concentrazione.
[...]
Se non ci si allena nella tecnica, ma ci si affida all’istintualità del “principio”, il corpo e le mani non sapranno agire. Cimentarsi nella tecnica, nell’ambito delle arti marziali, è un allenamento che se praticato assiduamente, rende le cinque posizioni del corpo come se fossero unica.
Anche se si è consapevoli del “principio”, si deve essere perfettamente abili nell’uso della tecnica. E nonostante si sappia impugnare bene bene la spada, se si devono ancora chiarire gli aspetti più profondi del “principio”, non sarà possibile ottenere una certa abilità.
“Tecnica” e “principio” sono come le due ruote di un carro.”
Add comment Martedì, Gennaio 2, 2007
Lezioni di Spada 3 – L’inizio è come la fine
Tratto da:
Takuan Soho – Lo Zen e l’Arte della Spada – Fudochishinmyoroku ovvero La Testimonianza Segreta della Saggezza Immutabile – Oscar Mondadori
“Quando pratica la disciplina, il principiante può giungere alla saggezza immutabile solo se saprà poi ripercorrere il cammino inverso fino al livello di partenza, il luogo di stallo.
Ve n’è una ragione.
[...]
Dal momento che il principiante non sa nulla riguardo alla posizione corretta del corpo e del modo in cui si tiene la spada, la sua mente non sarà condizionata da alcunchè. Se un uomo lo colpisce, molto semplicemnte reagirà all’attacco in modo istintivo. Nonappena il principiante inizierà a studiare e gli verranno mostrati il comportamento e l’atteggiamento mentale da osservare, la sua mente si fermerà sui diversi aspetti. A questo punto, se vorrà colpire un avversario, si sentirà a disagio. In seguito, col passare del tempo e continuando con la pratica, il principiante si sarà reso conto di non essere più tale, in quanto la sua mente si sarà liberata dal peso dei pensieri che prima lo affollavano, e sarà tornata così com’era all’inizio, quando tutto doveva ancora essere appreso.
Ecco che diviene evidente il motivo per cui l’”inizio” debba essere come la “fine”…
Add comment Martedì, Gennaio 2, 2007









