Il perchè del come e del quando
Domenica, Gennaio 21, 2007
L’allenamento è il vero succo di una pratica. Ogni volta che salgo sul tatami questo principio echeggia in maniera altisonante.
Puoi parlare, raccontare, pensare, riflettere, spiegare. Ma il contatto diretto con tutto ciò che l’aikido è e rappresenta avviene solo nell’agire. E solo agendo che respiri l’aikido. E’ agendo che lo comprendi.
Agendo, sbagliando, correggendoti e agendo. Non c’è altro.
O’Sensei diceva:
Misteri Aiki
non li puoi contenere
con penna e voce
non cercare parole (per afferrarli),
l’agire ti illumini
L’aiki non si deve esaurire
In parole scritte o dette
Senza dilettarti in discorsi oziosi
Capisci attraverso la pratica
La pratica è l’allenamento e se ben fatto può rivelarti strade e sentieri, momenti indimenticabili.
L’allenamento del fine fine settimana scorso è stato davvero intenso. Il consueto appuntamento mensile con il Maestro Tittarelli a Roma si è rivelato nuovamente un “dono”… immenso.
Abbiamo praticato, quasi senza pausa…e sono tornata a casa colma di concetti, prinicipi e tecniche.
Al centro dei due giorni di pratica… il “perchè del come e del quando“.
Il “perchè del come” è qualcosa su cui la nostra scuola insiste davvero molto e questa è una delle ragioni per cui procediamo nello studio lentamente e all’inizio piano piano e in kihon.
Il “perchè del come” ti viene spiegato da subito, sin dall’inizio. Nessun gesto resta fine a se stesso. Se assumi quella postura c’è una ragione, forse addirittura mille. Anche le distanze e non solo le posizioni e gli spostamenti hanno un valore. C’è un perchè per tutto. E se esegui una determinata tecnica in un certo modo è perchè appunto c’è un perchè.
Il “perchè del quando” rende l’aikido pura marzialità. Non basta saper quel che devi fare, ma anche quando farlo. Se sbagli le distanze, le prese e gli attacchi sei battuto. Se le distanze sono giuste, le prese e gli attacchi anche, ma sbagli il momento di azione, sei ugualmente battuto.
Devi cogliere il “momento giusto” e applicare il tutto con il “ritmo giusto”. Devi muoverti calcolando le “distanze giuste” e i “movimenti giusti”.
Momento e ritmo sono il TEMPO. Distanze e spostamenti sono lo SPAZIO.
Nello spazio si muove il tuo corpo. Nel tempo lasci il tuo corpo ed entri nell’altro. Sei a un passo dal congiungerti all’universo.
TEMPO e SPAZIO sono l’universo e il vero tatami dell’aikido.
Se questo principio è assimilato assume un diverso valore anche l’awase.
Awase…non solo armonizzazione tra corpi, ma anche armonizzazione tra spiriti e intenzioni. Soprattutto armonizzazione con l’universo che altro non è una sinuosa danza tra tempo e spazio. Cogliere il tempo e cogliere lo spazio ti riporta vertiginosamente indietro nel grembo dell’universo.
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