Riflessioni sul mondo Iwama Ryu. Scusate il ritardo!
Giovedì, Marzo 8, 2007
La mia più grande passione è senza dubbio navigare per il web e si scoprono cose davvero interessanti a saper cercare, anche se, a volte, persino tristi e inspiegabili. Spulciando tra i vecchi post di un Forum di arti marziali, che frequento spesso, è sbucato fuori un articolo riguardo ad Hitohiro Saito, scritto dal M° Corallini, ai tempi in cui il Maestro Giapponese venne per la prima volta in Italia. E’ pazzesco. Ma l’immagine che ne dà il M° Corallini è fedelissima a quella che Hitohiro Saito ancora oggi continua a trasmettere sia a chi lo conosce e lo segue da lungo tempo, sia a chi l’ha appena conosciuto, sia a chi ha avuto modo di rincontrarlo dopo qualche anno (come nel mio caso). Ecco l’articolo.
Hitohiro Sensei: questo giovane Maestro probabilmente fino a poco tempo fa era uno sconosciuto per la maggior parte degli Aikidoka europei abituati a conoscere solamente Maestri provenienti da Hombu Dojo che oramai da molti anni frequentano il nostro continente. Nel Passato egli si era recato con il padre in Scandinavia, ma non si diede risalto al fatto in quanto non diresse lui il Koshukai. Ora finalmente rispondendo ad un nostro invito e con il consenso di suo padre Morihiro, ha avuto il modo di farsi conoscere ed apprezzare da tutti. Nello stage di Parma Hitohiro Sensei ha insegnato con una precisione, una didattica ed una chiarezza di esposizione veramente rare per un Maestro cosi’ giovane, rendendo entusiasti tutti i partecipanti.
Raccogliendo le impressioni di molti partecipanti, abbiamo notato un susseguirsi di ammirazione, di meraviglia e di consenso. Gran parte del suo insegnamento è stato imperniato sulle tecniche di base eseguite con meticolosità di esposizione tale da renderle accessibili a tutti i livelli. Vedendo Hitohiro Saito Sansei insegnare non si può fare a meno di notare che la sua tecnica e la sua metodologia sono le stesse del padre e quindi del Fondatore; è oltremodo chiaro che non interpreta personalmente le tecniche dai soli due grandi modelli che ha avuto (O Sensei e Saito Sensei) ma le insegna cosi’ come sono state create con una fedeltà, un’onestà ed una competenza veramente eccezionale. Sono convinto che tutti coloro che l’hanno visto, oltre a notare la sua grande tecnica, si sono resi conto che è un Uomo sincero, onesto, vero: un Uomo raro. Hitohiro Sensei non è, come spesso accade, soltanto un figlio di un grande padre famoso in tutto il mondo, è egli stesso un grande personaggio ricco di spiritualità e di un patrimonio tecnico estremamente rari. Per tutti noi che amiamo l’Aikido tradizionale, Hitohiro Saito Sensei rappresenta una certezza futura, quella certezza di seguire con fedeltà e dedizione la Via creata da O Sensei e preservata da Morihiro Saito Shihan, suo padre. Vedere sul tatami un personaggio di questo calibro spero abbia fatto riflettere tutti noi sul fatto che come egli stesso ha detto, bisogna sentirsi allievi per tutta la vita, disponibili cioè ad apprendere, perchè solo cosi’ potremo migliorarci e progredire sulla via di Iwama.
Oggi il M° Corallini non segue più Hitohiro Saito, non lo segue da quando è morto il padre, Morihiro Saito, e il figlio è uscito dall’Aikikai. Questo è il comunicato ufficiale del M° Corallini. A quei tempi, io avevo già sospeso la pratica dell’Aikido e quindi solo ora apprendo le modalità con cui si è poi sancita una separazione tra gli aikidoka di cui io facevo parte.
Comunicato Ufficiale del 22.02.2004:
La TAKEMUSU AIKIDO ASSOCIATION ITALY, nella persona del Presidente e Direttore Tecnico, Paolo N. Corallini Shihan, dichiara ufficialmente di dissociarsi dalla decisione di Hitohiro Saito Sensei di allontanarsi dall’AIKIKAI FOUNDATION.
Tale decisione non è dettata da ragioni personali, bensì dalla ferma volontà di adempiere alla promessa fatta a Morihiro Saito Sensei di rispettare Moriteru Ueshiba, Aikido Doshu, la sua dinastia e di collaborare con l’ AIKIKAI FOUNDATION.
Durante l’ultima visita di Paolo N. Corallini e Ulf Evenås a Morihiro Saito Sensei due mesi prima della sua morte, infatti, il Maestro chiese espressamente ai suoi due Rappresentanti di continuare a proteggere il suo insegnamento, di rispettare la dinastia Ueshiba collaborando con l’Aikikai e di creare tra i loro allievi lo spirito di una famiglia.
Inoltre, Paolo N. Corallini Shihan nutre da sempre un profondo rispetto per l’AIKIKAI FOUNDATION, istituzione voluta dal Fondatore, Morihei Ueshiba.
Questa è la linea ufficialmente scelta dalla TAKEMUSU AIKIDO ASSOCIATION ITALY.
Pertanto, pur augurando a Hitohiro Saito Sensei buona fortuna per la strada intrapresa, l’Associazione prende ufficialmente le distanze anche da coloro che condividono la sua scelta.
Tutti noi non possiamo far altro che accettare serenamente le scelte altrui, anche quando non le condividiamo. Non si può sempre essere d’accordo su tutto. Le scelte degli altri vanno rispettate o così dovrebbe essere. Alcuni di noi hanno scelto di seguire il figlio di Morihiro Saito, altri hanno scelto un’altra strada. Questa oggi è una realtà e non è mia intenzione tornare su quei fatti o riaprire la polemica. Però non riesco a non rifletterci sopra…anche perchè solo ora ne ho l’opportunità. Scusate il ritardo.
C’è qualcosa che mi lascia perplessa, sul piano umano, in questo comunicato. Innanzitutto l’espressione “prendere le distanze” che mi sembra già di per sè eccessiva e forte. E poi quel “prendere le distanze” non solo dalle “posizioni”, ma proprio dalle “persone” non solo quelle direttamente coinvolte (come lo è H. Saito), ma anche da coloro che condividono la sua scelta. Prendere le distanze significa allontanarsi da queste persone, allontanarle, non averci più nulla a che fare e su questo non ci sono dubbi. E’ scritto proprio lì: “prendere le distanze da coloro” e “coloro” sono persone, non sono posizioni. Sono persone un tempo amiche, sono le stesse persone con cui ci si è allenati e si è praticato lo stesso aikido e si sono condivisi anche momenti fuori dal tatami.
Ora…dov’è l’armonia in tutto questo? E’ armonia prendere le distanze da chicchessia solo perchè non se ne condividono le scelte? E si badi bene… non si tratta neanche di scelte etiche, ma solo di banali affari burocratici…far parte di questa o quella associazione.
E’ armonia creare un muro tra noi e chi la pensa diversamente? E’ armonia azzerare il ricordo che si ha di un Maestro, della sua bravura e della sua grande spiritualità, solo perchè ha deciso di non far parte di un’associazione? Le associazioni di cui si fa parte, hanno priorità assoluta in aikido più di quanto possano e dovrebbe averne i ricordi di una pratica con un Maestro di cui un tempo si è condiviso tutto oppure, andando indietro, più di quanto possano e dovrebbe averne i principi etici di pace e armonia promulgati dal Fondatore e trasmessi con tutta l’anima da Saito padre?
Sto qui, come dicevo, a riflettere, a cercare di capire. E un pò, forse non proprio pochissimo, ad amareggiarmi.
Quel che mi chiedo è: “Cosa avrebbe pensato oggi Morihiro Saito delle modalità con cui questa situazione è venuta a crearsi e soprattutto delle parole e delle espressioni usate”? Io credo che la risposta, senza volere, si trovi in quel comunicato stesso. Morihiro Saito, si dice in quel comunicato, voleva creare tra gli allievi dell’Aikikai “uno spirito di una famiglia”. Ora un uomo così attento da sempre alle relazioni umane, un uomo che per tutta la vita ha cercato di mantenere integro questo “spirito di una famiglia”, e che nello spirito della famiglia ci credeva in senso universale e non solo in relazione alla famiglia Ueshiba o all’Aikikai, avrebbe condiviso il “prendere le distanze” che è l’esatto opposto di “creare una famiglia” ? Un uomo che ha sempre rispettato tutti – era in questo, sì, molto tradizionale – e non solo la famiglia del Fondatore, avrebbe accettato e condiviso che questo rispetto non fosse anche riservato alla sua di famiglia o anche a uno solo dei suoi membri?
Una cosa è certa. Il Fondatore, quando parlava di armonia e pace, non pensava a quella tra i soli membri di un’associazione o di una famiglia. E lo stesso vale per Morihiro Saito che quando era in vita, da quel che so, ha sempre accolto in maniera rispettosa ed aperta qualsiasi aikidoka di qualsiasi associazione, anche esterna all’Aikikai, cosa che nel Dojo di O’Sensei ad Iwama attualmente non avviene più. Non c’è più posto nel Dojo per chi segue Hitohiro Saito (Leggi la testimonianza di Gaku Homma). Il concetto di armonia e di famiglia per questi due grandi uomini superava le barriere di questa o quella associazione, di questa o quella famiglia. E quindi direi che è riduttivo, se non sbagliato, identificare il messaggio profondo ed universale del Fondatore con un’associazione o ridurre il suo grandioso insegnamento e quello di Morihiro Saito al rispetto da dare a una sola associazione prima che a tutti gli uomini in quanto tali. E come si dimostra poi il rispetto? Con le azioni umane o le adesioni alle associazioni? Prendendo le distanze dalle persone carne ed ossa?
Ritornando al comunicato, l’impressione è che non bastasse sottolineare la propria adesione e fedeltà all’Aikikai ed affermare pubblicamente di non condividere le scelte di un grande Maestro qual’è Hitohiro Saito e chiunque lo seguisse. Era anche e oltremodo necessario dire pubblicamente di aver preso le distanze da questo Maestro e i suoi seguaci, che non si sarebbero avuti più rapporti di nessun genere con costoro. Nessun tipo di contatto. Perchè? Perchè un comunicato …così strutturato…così duro?
Chissà se comunicati di questo genere sono norma all’interno dell’Aikikai. Se per ogni scuola o associazione che viene a formarsi al di fuori di essa, vi siano altrettanti comunicati di “presa di distanza” da parte dei membri dell’Aikikai. Io questo non lo so. Può darsi anche che si tratti di un caso unico, reso necessario dall’importanza storica della scelta di un grande personaggio come Hitohiro Saito. Una scelta che potrebbe forse cambiare l’assetto del mondo dell’Aikido? Un assetto che a molti probabilmente conviene che resti sempre così com’è? Un assetto che di certo nulla ha a che vedere con l’armonia e la pace e la fedeltà al Fondatore, perchè armonia e pace universale di cui parlava O’Sensei non possono diffondersi – è ovvio – prendendo le distanze dagli individui.
In una lettera ufficiale dell’assemblea Takemusu Aikido Association Italy del 15/11/2003, inviata a tutti gli iscritti, e di cui il testo integrale è sempre riportato nel suddetto forum, scopro dell’altro. Qualcosa che mai mi sarei aspettata. Questa lettera si badi bene è precedente al comunicato ufficiale.
Questi i punti che mi hanno colpito.
Il Presidente esprime soddisfazione per il numero dei partecipanti a questo seminar ed invita a stimolare quante più persone a praticare l’Aikido di Iwama per preservare la tradizione e la purezza, secondo gli insegnamenti di Saito Morihiro Soke che chiamava noi “la famiglia di Iwama”.
Ricorda altresì le raccomandazioni avute dallo stesso , intese a non avere problemi con l’Aikikai: rispetto per UESHIBA KE (la casa di Ueshiba).
Sottolinea a questo proposito il riconoscimento avuto dal Doshu Moriteru (17/04/2003) per conferire gradi Aikikai fino al 5° Dan, continuando a seguire Takemusu Aiki con Ulf Evans.
[...]
Resta evidente che il M° Corallini è l’unico Shihan in Europa (e, forse, nel mondo) che pratica l’Aikido secondo gli insegnamenti di Saito Morihiro Soke, che può, conferire gradi Aikikai di Tokyo, così come poteva fare solo lo stesso Saito Sensei.
[...]
Dopo l’estromissione di Hitohiro Saito dall’Aikikai di Tokyo, solo grazie al ns/Presidente l’Iwma Ryu ha ancora legittimazione presso l’Aikikai stesso, nell’ambito del quale ben può dirsi che ha sostituito Morihiro Saito Soke.
Non c’è posto nella ns/Associazione per coloro che hanno la convinzione di avere costruito un “loro” Aikido.
Non c’è alcuna consequenzialità tra l’avere riconosciuto dall’Aikikai la possibilità di dare gradi fino al V° dan e l’essere l’unico nel mondo a praticare l’Aikido secondo gli insegnamenti di Saito Morihito Soke. Ci sono molti aikidoka nel mondo che praticano l’Aikido secondo l’insegnamento di Saito e non tutti fanno parte dell’Aikikai e non tutti probabilmente fanno parte di un’associazione.
La frase è senza dubbio ambigua (forse semplicemente ci si è espressi male) ed è normale, penso, che abbia dato adito a fraintendimenti, sempre che di fraintendimenti si tratti. Qualcuno, infatti, ha pensato che il M° Corallini volesse riconosciuto solo per se stesso il ruolo di unico erede dell’Aikido così come ci è stato trasmesso da Morihiro Saito e, scavalcando il figlio, unico erede del Grande Maestro. Se si volesse con tutta la buona volontà prendere per vera questa affermazione, dovremmo allora riconoscere il grande fallimento di Morihiro Saito come Maestro e come Padre. Bisognerebbe allora ammettere con molto dispiacere che Saito, nonostante si sia girato di lungo e in largo il mondo, sia riuscito a comunicare il suo insegnamento ad un solo uomo. Che solo un uomo oggi è capace di trasmettere fedelmente il suo insegnamento. Ma come è possibile? Tanti sforzi…e vi è un “unico” uomo “in Europa (e, forse, nel mondo) che pratica l’Aikido secondo gli insegnamenti di Saito Morihiro Soke”? E il figlio? Non è forse colui di cui ieri si è detto:
la sua tecnica e la sua metodologia sono le stesse del padre e quindi del Fondatore;
Cosa è cambiato oggi?
In realtà il M° Corallini resta per ora l’unico a insegnare l’Iwama Ryu Aikido ma solo nell’Aikikai (cosa che viene detta chiaramente in un altro punto). Continua ad insegnare l’Aikido Iwama Ryu benchè Iwama Ryu non appaia più nel nome della sua scuola. Il M° Corallini insegna l’aikido di Saito, ne siamo certi, ma come lui tanti altri. Non si può negare l’evidenza.
Ed ecco…non posso non pensare che Iwama Ryu all’Aikikai non piaccia affatto e mai gli sia piaciuto nemmeno ai tempi di Morihiro Saito Soke. Non si spiegherebbe altrimenti la richiesta fatta dall’Aikikai a Hitohiro Saito di rinunciare a dare gradi Iwama Ryu, gli stessi che dava il padre (Leggi una lettera di Hitohiro Saito). E poi la scelta del M° Corallini di rinunciare al titolo Iwama Ryu. Cosa per me incredibile. Credo l’abbia fatto con dolore, perchè ben ricordo quanto ne andasse orgoglioso e vi fosse affezionato a quel titolo. Che peccato, però! Perchè in quell’Iwama Ryu c’era tutta la persona e la vita e gli sforzi e l’insegnamento e l’anima di Saito. La fedeltà all’Aikikai al massimo era solo uno dei suoi tanti consigli dettati dalla volontà di stare sempre in armonia anche con chi non condivideva. Uno dei tanti. Uno dei tanti messaggi d’amore.
Vi è, poi, un altro punto in quella lettera che mi lascia perplessa. In quel punto non c’è nulla che possa essere frainteso. E qui davvero mi rattristo. Non credo ai miei occhi. Ed è il seguente:
Riguardo ai seminar tenuti in Italia da Hitohiro Saito, il Presidente non vieta la partecipazione, ma sottolinea l’inquinamento tecnico frequentando i suddetti seminar, oltre che non tenere un comportamento coerente.
Che tradotto significa “chiunque parteciperà a un seminario del Maestro Hitohiro Saito” inquinerà, dal punto di vista tecnico, il suo aikido e sarà giudicato “incoerente”. Incoerente rispetto a cosa? Rispetto alla decisione presa da un’associazione?
Io credo, in cuor mio, che la vera incoerenza sia nel non rispettare il figlio di Morihiro Saito e le sue scelte, anche se non le si condivide. Sarò all’antica. Ma penso che il miglior modo di rispettare un padre sia quello di rispettare un figlio…perchè nessun padre prenderebbe le distanze dal proprio figlio anche qualora facesse scelte da lui non condivise. Un padre mette al mondo un figlio per amarlo, sempre e comunque. Le scelte poi non vengono fatte senza delle ragioni e non ci si può non chiedere se Morihiro Saito avesse oggi condiviso la richiesta fatta dall’Aikikai al figlio di non distribuire più diplomi Iwama Ryu. Questo nessuno di noi può saperlo….La realtà che è venuta a crearsi dopo la morte di Saito è molto diversa da quella di quando lui era ancora in vita.
Incoerenza è “consigliare” (in certi casi non è necessario obbligare) a degli aikidoka di non salire sul tatami di altri aikidoka con i quali un tempo si è condiviso momenti importantissimi sia dal punto di vista umano e che dell’aikido. Incoerenza è consigliare ai propri allievi di non seguire, neanche solo per qualche ora, le lezioni di un altro Maestro di cui ben si sa il valore e a cui tutti in passato avevamo già guardato come erede meritevole del padre, anche grazie ai giudizi positivissimi elargiti a suo tempo dallo stesso M° Corallini. Incoerenza è nei riguardi dei principi di pace e armonia dell’Aikido del Fondatore, quei principi a cui la famiglia stessa di O’Sensei dovrebbe restar legata, ma mi pare che gradisca molto di più comunicati di “presa di distanza”.
E che dire dell’inquinamento tecnico? Credo che questo punto si commenti da solo. Si vuol anche affermare che Hitohiro Saito non solo non ha rispettato una volontà del padre (tutta ancora da dimostrare), ma ha addirittura cambiato il suo aikido. Ma è proprio strano che questa affermazione venga fatta, anche se in maniera indiretta, proprio quando c’è una “presa di distanza” in atto. Ho l’impressione netta che si sia voluto screditare l’immagine di Hitohiro Saito su tutti i piani…anche a costo di contraddirsi. Di lui, infatti, precedentemente, s’era detto:
è oltremodo chiaro che non interpreta personalmente le tecniche dai soli due grandi modelli che ha avuto (O Sensei e Saito Sensei) ma le insegna cosi’ come sono state create con una fedeltà, un’onestà ed una competenza veramente eccezionale.
L’inquinamento tecnico va testato sul tatami e non può essere dimostrato da pure affermazioni scritte. Chi seguirà alla lettera quel consiglio di non partecipare ai seminari di Hitohiro Saito non potrà mai saperlo come stanno veramente le cose. Per saperlo bisogna esserci. Ma gli è stato consigliato di non esserci, chissà come mai. La realtà è che chi ha seguito con fedeltà Morihiro Saito e oggi segue il figlio ,pratica lo stesso e identico aikido di sempre. Quando, infatti, ho sospeso l’aikido, il mio aikido era quello che Coralini stesso e il Maestro Tittarelli e Morihiro Saito mi avevano insegnato…insieme. Oggi non mi ritrovo a praticare qualcosa di diverso da quel che praticavo allora. Quel che è cambiato, invece, è che ci viene richiesto di più. Vi è una spinta maggiore a farci evolvere tecnicamente. Saper studiare e saper applicare. Questo ci viene richiesto. Si è stimolati a progredire e a praticare l’aikido non in maniera diversa ma ad un livello superiore (cosa che un tempo era riservata solo agli alti in grado e neanche a tutti, solo a pochi eletti).
Ora io non credo che il cuore dell’insegnamento di Morihiro Saito fosse “restare uguali”, “restar fermi”, “non evolvere”. Penso invece che nella sua vita si è così tanto battuto per farci apprendere i principi dell’Aikido di O’Sensei perchè era convinto che fosse l’unico modo per evolvere in maniera corretta senza deformare o allontanarsi dagli insegnamenti del Fondatore. La meta di Saito padre era farci evolvere tutti. E da questo punto di vista Hitohiro Saito è il degno erede del padre. Tra padre e figlio vi è una linea di continuità. Il figlio continuerà la strada spianata dal padre, realizzerà il suo sogno. Non si limiterà ad imitare passivamente le azioni del padre. Attuerà quel che il padre non ha potuto terminare.
Che dire? Solo che in aikido bisogna rincorrere i principi di pace e armonia del Fondatore prima che i Maestri…perchè quella sarà sempre la strada giusta…quella ci condurrà dal Maestro giusto. Che bisogna stare con gli altri aikidoka, anche con quelli che hanno scelto strade diverse, se si vuole davvero comprendere il significato profondo del messaggio del Fondatore. Che è giustissimo non condividere le scelte degli altri, ma non è assolutamente giusto che per una scelta non condivisa, si annienti poi il valore di un’intera persona, di cui un tempo si è detto tutto il bene possibile.
Io oggi pratico in un una scuola che non m’impone e neanche consiglia scelte o prese di distanza. In una scuola che ha messo in primo piano la pura pratica dell’aikido, una scuola che non riserva a pochi eletti una pratica evoluta e che ci stimola in continuazione a metterci in discussione per poter dare di più. Oggi si respira aria buona. Oggi siamo liberi, Maestri e allievi. E si sa che la libertà ha un suo prezzo.
Ma mi basta…per stare tranquilla e guardare con serenità al mondo dell’aikido, persino a coloro cui è stato chiesto di prendere le distanze da me e dal mio aikido. Io però da loro non prenderò mai le distanze e questo mi rende molto felice!
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Alcune fonti riportate in questo articolo sono a disposizione di tutti sul web e reperibili presso il Forum di Arti Marziali nella discussione “Nuova federazione di Aikido Iwama-style“. Per accederci, clicca sul titolo della discussione.
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1.
sullaviadellaikido | Venerdì, Marzo 9, 2007 at 9:57 am
non so se sono riuscito a capire tutto il post e le parti di forum che ho letto… troppo materiale
a ogni modo guardo sempre con dispiacere alle diatribe, agli scismi di stili e scuole di Aikido. sarebbe bello avere una unica federazione, che abbracci i vari stili. poi ogni scuola seguirebbe il suo stile, cosa che peraltro mi sa che è già così, anche all’interno di una stessa federazione.
poi secondo me sarebbe bellissimo poter fare stage con scuole di altri stili, in modo da completare le conoscenze. d’altra parte, l’aikido è prima della forma, le tecniche possono anche variare leggermente, quello che conta secondo me è quello che c’è sotto: lo spirito, la percezione dell’istante, la gestione dello spazio e del tempo
Un argomento su cui riflettere, e su cui magari posterò anch’io in futuro.
2.
Dame` | Venerdì, Marzo 9, 2007 at 12:19 pm
Sì…è davvero un dispiacere.
In ogni caso tutti gli aikidoka hanno già qualcosa che li unisce e questo qualcosa è proprio l’Aikido. Poi ci sarebbe il rispetto delle singole scelte e quella riguarda noi tutti…in quanto uomini.
Riguardo allo spirito, la percezione dell’istante, alla gestione dello spazio e del tempo attendo con ansia le tue riflessioni.
:)
3.
sullaviadellaikido | Martedì, Marzo 13, 2007 at 8:46 am
riflettendo…
…anzi, quello che è successo mi spingerebbe a partecipare al prossimo stage del maestro in Italia…
4.
Dame` | Martedì, Marzo 13, 2007 at 9:30 am
Beh se vuoi restare aggiornato, puoi sempre iscriverti alla Mailinglist del Maestro Tittarelli su Aiki Shuren Dojo Ancona (www.aiki-shuren-dojo-ancona.com/iwamashinshin/iwamashinshin_italia.php)
o consultare spesso la voce “Seminari” sul Menu a sinistra del suo sito.
Se poi vuoi prender parte a un seminario del Maestro Tittarelli…il prossimo è agli inizi di Maggio (forse il 5-6).
Fammi sapere…quanto meno ci si incontra…:)
5.
sullaviadellaikido | Martedì, Marzo 13, 2007 at 3:12 pm
conoscevo il sito, lo terrò sotto controllo, anche se mi sa che abitando in parti opposte dello stivale, punteremo a location diverse… vedremo, grazie per le info