Commento di K.Ueshiba al libro di M.Saito “Traditional Aikido”
“E’ un grande piacere che Saito Sensei abbia pubblicato un libro il cui nucleo centrale sia il ken (spada). Porgo a lui le mie sincere congratulazioni.
Non potrò mai dimenticare quanto Saito Sensei abbia lavorato duramente per servire il Fondatore e sua moglie con grande generosità negli ultimi anni della loro vita. Tutti, del resto, riconoscono i sacrifici che egli ha fatto per portare avanti la Via dell’Aikido anche dopo la morte del Fondatore.
Questo libro eccellente, degno di Saito Sensei, è stato pubblicato nella speranza di aiutare ulteriormente la crescita dell’Aikido e forse rappresenterà una valida fonte per quanti si allenano. Il Fondatore diceva sempre: «Le tecniche del ken espresse attraverso il corpo rappresentano i momenti dell’Aikido».
Ricordo che il Fondatore era solito spiegare ai praticanti di Aikido: «Il metodo naturale è quello di apprendere le basi attraverso il tai jutsu (le tecniche del corpo) e poi impugnare il ken. Permettere alle persone di usare il ken senza conoscere le basi del tai jutsu le porterebbe a farsi male». Cosicché, in Aikido, generalmente, è normale non praticare il ken quando ci sono molti principianti. Tuttavia è molto importante in quest’arte imparare le tecniche del ken. Il Fondatore, infatti, mi ordinò di apprendere il ken a partire dal nono anno circa dell’epoca Showa (1934) ed invitò all’Hombu Dojo di Tokyo un esperto del vecchio stile di ken, dal qual fui allenato in sua presenza. Oltre a ciò egli m’indusse a praticare anche un po’ di kendo.
A partire dall’undicesimo anno circa dell’epoca Showa (1936), fin dopo la guerra, attorno al ventesimo anno dell’epoca Showa (1945), ero sempre il partner del Fondatore nelle tecniche di ken durante le dimostrazioni, ecc. Quando mi allenavo, in quel periodo, egli era solito dire: «Nel ken metti il ki (spirito o energia), e quello sarà il vero metodo. Capire il metodo del ken è la via più breve per progredire in Aikido».
Di recente l’Aikido si sta espandendo a un ritmo molto elevato; si dice che la popolazione degli aikidoka ammonti a quasi 900.000 unità. D’altra parte, come risultato del gran numero di praticanti, delle limitazioni di spazio nei luoghi di pratica o di altre restrizioni, è possibile che si trascuri la pratica del ken. Poiché ciò non è bene, questo libro di Saito Sensei, viene pubblicato al momento opportuno e servirà come risveglio per i praticanti che tralasciano l’allenamento con il ken.
Da parte mia, mi sembra di rivedere la pratica del ken che il Fondatore mi ha permesso di fare in quel periodo. Spero sinceramente che questo libro possa fornire una migliore e più ampia comprensione delle tecniche di ken in Aikido”.
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